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Dislipidemie secondarie

Quando colesterolo e trigliceridi si alterano non per predisposizione genetica ma per cause ormonali, altre malattie o abitudini di vita. Trovare la causa è il primo passo per curarla.

Di cosa si tratta

Quando colesterolo e trigliceridi si alterano per cause ormonali, altre malattie o abitudini di vita: trovare la causa per curarla.

Le dislipidemie secondarie compaiono quando un'alterazione del profilo lipidico non nasce da una predisposizione genetica, ma è la conseguenza di altre condizioni cliniche o di fattori esterni. Si tratta di un gruppo ampio e articolato di situazioni in cui il metabolismo dei lipidi viene influenzato da meccanismi ormonali, malattie sistemiche o abitudini di vita.

Tra le cause più frequenti ci sono:

  • Alterazioni ormonali. Le variazioni dell'equilibrio ormonale sono tra le cause più frequenti. Nell'ipotiroidismo, la ridotta attività della tiroide rallenta la degradazione dei lipidi, con un aumento del colesterolo circolante. Nelle donne, la terapia estroprogestinica orale può determinare un incremento del colesterolo, che tende a normalizzarsi con la sospensione o con modalità alternative di somministrazione. Negli uomini sottoposti a terapia ormonale per carcinoma prostatico, può svilupparsi nel tempo una dislipidemia, talvolta associata a steatosi epatica — un fenomeno che ho descritto anche in una mia pubblicazione[1].
  • Condizioni patologiche. Molte malattie interferiscono con il metabolismo lipidico. Il diabete e l'obesità favoriscono l'aumento di trigliceridi e colesterolo attraverso meccanismi di insulinoresistenza. Alcune patologie renali, come la sindrome nefrosica, determinano ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia. Un ruolo particolarmente rilevante è svolto dalle malattie epatiche colestatiche, in cui il flusso biliare è ridotto. Poiché la bile rappresenta uno dei principali sistemi di eliminazione del colesterolo, il suo rallentamento favorisce l'accumulo di colesterolo nel sangue.
  • Stile di vita. Anche le abitudini quotidiane incidono in modo significativo. Un'alimentazione ricca di grassi o di cibi ad alto indice glicemico, il consumo eccessivo di alcol e il fumo di sigaretta — che riduce l'HDL e aumenta la lipoproteina(a) — sono fattori modificabili che possono alterare il profilo lipidico. La loro correzione contribuisce spesso a migliorare o normalizzare i valori.

Identificare la causa dell'alterazione lipidica è fondamentale per impostare un percorso adeguato. La valutazione specialistica permette di distinguere tra fattori reversibili e condizioni cliniche sottostanti, orientando l'intervento verso un approccio personalizzato che riduca il rischio cardiovascolare e migliori la salute metabolica complessiva.

Per i pazienti

Cosa fare, cosa aspettarsi.

Per questa condizione è consigliabile prenotare una visita lipidologica, così da ottenere un inquadramento completo e un piano di gestione personalizzato. Durante la visita sarà eseguita anche una bioimpedenziometria e saranno forniti consigli alimentari personalizzati.

I miei contributi scientifici

Dalla ricerca alla clinica.

Esplora la ricerca →

Questo tema è parte della mia attività di ricerca al Karolinska Institutet e delle mie pubblicazioni peer-reviewed, raccolte nella sezione dedicata.

  1. [1]
    Gabbi C, Carubbi F, Losi L, Loria P, Costanzini M, Bertolotti M, Carulli N. Non-alcoholic fatty liver disease induced by leuprorelin acetate. Journal of Clinical Gastroenterology 2008;42(1):107-110PubMed →