Il fegato è il grande regolatore dei grassi dell'organismo ed è l'unico organo in grado di eliminare il colesterolo, attraverso un liquido che produce: la bile. Quando questo equilibrio si rompe compaiono fegato grasso e calcoli biliari, insieme a un aumento del rischio cardiovascolare.

Il fegato elimina il colesterolo trasformandolo in acidi biliari. Nei miei primi anni di ricerca, all'Università di Modena e Reggio Emilia (2002–2007), ho misurato questo processo direttamente nei pazienti:
La steatosi epatica (fegato grasso) è la malattia del fegato più diffusa nei Paesi occidentali. Non dipende solo da ciò che mangiamo:
Colesterolo, acidi biliari, ormoni e vitamine agiscono attraverso i recettori nucleari: proteine che stanno nel nucleo delle cellule, riconoscono sostanze precise e accendono o spengono i geni che regolano l'equilibrio del nostro corpo. Il più importante nella mia ricerca, LXRβ, ha una pagina dedicata. Nei modelli sperimentali abbiamo anche mostrato che i due recettori degli ormoni estrogeni (ERα ed ERβ) partecipano alla gestione degli zuccheri nel muscolo e nel tessuto adiposo (Barros et al., Am J Physiol Endocrinol Metab 2009).
Capire perché il colesterolo si accumula, o perché il fegato si riempie di grasso, permette di andare oltre il semplice «mangi meno» e di cercare in ogni paziente la causa precisa, che talvolta può essere ormonale o genetica.
Danno al fegato da farmaci (Gabbi e Bertolotti, N Engl J Med 2019, lettera; Gabbi e Bertolotti, Dig Liver Dis 2020); colesterolo alto e rischio cardiovascolare (Bertolotti et al., Aliment Pharmacol Ther 2005; Bertolotti et al., Curr Med Chem 2008; Bertolotti et al., Steroids 2008; Bertolotti et al., Nutr Metab Cardiovasc Dis 2012); casi clinici (Maurantonio et al., Ann Ital Med Int 2004; Gabbi et al., Dig Dis Sci 2006).
Un sensore dei derivati del colesterolo, gli ossisteroli, che regola grassi, acqua, proliferazione cellulare e neuroni. È il filo conduttore della mia ricerca.
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